Disabilità gravi, Raia: «I pazienti non possono essere curati a tempo». Da Villa dei Fiori appello alla Regione
Rimettere al centro le persone con disabilità gravi e gravissime e costruire un sistema capace di rispondere ai loro reali bisogni assistenziali. È il messaggio emerso dal convegno “Il futuro della riabilitazione per persone con disabilità gravi e gravissime”, promosso dal Centro Studi Villa dei Fiori nell’ambito della XXX Giornata della Riconoscenza dedicata alla memoria del senatore Luigi Angrisani.
Ad aprire i lavori è stato il presidente del Centro Studi Villa dei Fiori, Luigi C. Angrisani, che ha presentato la pubblicazione che ha dato il titolo al Convegno. «È necessario riportare al centro dell’azione pubblica le persone con disabilità gravi e gravissime», ha affermato. «La programmazione deve partire dalla valutazione clinica e multidimensionale del bisogno. La spesa deve seguire il bisogno e non il bisogno adattarsi ai limiti dell’organizzazione».
Particolarmente atteso l’intervento della Presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale della Campania, Loredana Raia.
«I pazienti gravi e gravissimi non possono essere curati a tempo, bisogna intervenire», ha dichiarato Raia, riferendosi al limite dei 240 giorni previsto per i percorsi riabilitativi.» Un vincolo amministrativo di durata è ragionevole solo se supportato da evidenze cliniche, non presenti nel caso di specie.
Non secondario il tema del personale su cui Raia ha dichiarato la necessità di intervento, vista l’eliminazione dei livelli destinati proprio al trattamento dei pazienti con disabilità congenite gravi e gravissime e al non riconoscimento degli stessi da parte delle ASL.
La presidente della Commissione Sanità ha inoltre ritenuto critica l’attuale previsione di trasferimento del 15% del budget dalla riabilitazione per i gravi e gravissimi cioè dal setting assistenziale residenziale e semiresidenziale a quello ambulatoriale e ha garantito disponibilità e impegno nell’affrontare queste criticità, ricordando gli interventi regionali di recente adottati in materia di disabilità, rappresentandoli come un primo passo di un percorso da intraprendere.
Nel corso del dibattito il giornalista de Il Mattino Ettore Mautone ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze di anni di commissariamento e sulla necessità di una programmazione fondata sui reali fabbisogni assistenziali. Ha inoltre sottolineato il ruolo essenziale dei centri accreditati nel garantire diritti costituzionalmente riconosciuti, ricordando che «il grado di civiltà di un sistema sanitario si misura dalla capacità di prendersi cura dei più fragili tra i fragili».
Gianvincenzo Nicodemo, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Pedagogisti ed Educatori Italiani, ha evidenziato come il mantenimento delle autonomie e delle competenze acquisite rappresenti un obiettivo terapeutico fondamentale, mentre Arcangelo Saggese Tozzi, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Salerno, ha richiamato la necessità di modelli assistenziali più flessibili e multidisciplinari, capaci di integrare sanità, servizi sociali e territorio.
Il direttore scientifico del Centro Studi Villa dei Fiori, Antonio Mirabella, ha posto l’attenzione sulle possibili conseguenze medico-legali della mancata continuità assistenziale. La perdita di funzioni e autonomie dovuta all’interruzione di cure appropriate, ha spiegato, può assumere rilevanza anche sul piano della responsabilità giuridica, imponendo una riflessione sulle responsabilità istituzionali nella tutela delle persone più fragili.
Il professor Domenico Della Porta, docente dell’Università degli Studi di Salerno, ha infine illustrato le opportunità offerte dal decreto legislativo 62 del 2024 e dal nuovo progetto di vita personalizzato, fondato sulla centralità della persona con disabilità, delle sue aspettative e delle sue scelte.
A conclusione dei lavori, Gianni Capone, amministratore di Villa dei Fiori, ha dato lettura del documento condiviso da diversi centri di riabilitazione della Campania e indirizzato alla presidente della Commissione Sanità regionale. Il testo propone una programmazione fondata sui reali fabbisogni assistenziali, il rafforzamento della valutazione clinica multidimensionale, il superamento degli automatismi che interrompono i percorsi di cura e una maggiore integrazione tra Regione, ASL ed enti erogatori.
La XXX Giornata della Riconoscenza è poi proseguita nel Centro Residenziale Villa dei Fiori di San Pantaleone, dove il vescovo della diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, monsignor Giuseppe Giudice, ha celebrato la Santa Messa insieme agli ospiti, agli operatori e alle famiglie. Durante la celebrazione si è vissuto uno dei momenti più intensi dell’intera giornata: Domenico, 17 anni, ospite della struttura, ha ricevuto il sacramento della Confermazione, regalando a tutti una testimonianza autentica di speranza, inclusione e dignità.
Dopo il conferimento del XXX Premio Angrisani alle assistenti sociali distintesi per il loro impegno a favore dei pazienti, alcune delle quali provenienti dalla Calabria, la manifestazione è proseguita con il tradizionale pranzo condiviso insieme alle famiglie e con lo spettacolo dei fuochi d’artificio che da anni accompagna l’iniziativa.
Il momento più coinvolgente e significativo della giornata è stato senza dubbio lo spettacolo messo in scena dagli ospiti di Villa dei Fiori. Tra musica, sorrisi, coreografie e applausi, i pazienti hanno conquistato il pubblico con entusiasmo, spontaneità e una straordinaria voglia di vivere. Divertendosi e facendo divertire, hanno trasformato l’esibizione finale in una vera festa della vita, ricordando a tutti che dietro ogni percorso di cura esistono persone, talenti, sogni e capacità che meritano di essere riconosciuti, valorizzati e condivisi. È stata questa l’immagine più bella e più intensa lasciata in eredità da una giornata dedicata alla memoria, alla solidarietà e alla tutela delle persone più fragili.





